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Ecco Giovanni, austero e gioioso.
Sembrano in antitesi queste due caratteristiche; in realtà, se andiamo a fondo negli scritti di Luca, vediamo come la gioia sia direttamente proporzionale a una vita di radicalismo evangelico, di austerità e di silenzio. Egli conclude il racconto del Battista dicendo: «Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo».
Evangelizzare significa annunciare la bella notizia. Giovanni è l’amico dello Sposo, che esulta quando lo vede apparire.
«Ora la mia gioia è giunta al colmo. Lui deve crescere e io, invece, diminuire», dice ai suoi discepoli che si lamentano perché tutti vanno da Gesù.
E ci dà così la chiave segreta della gioia cristiana: l’umiltà.
Giovanni è l’uomo della gioia, contrariamente a una certa letteratura che ci presenta il Battista solo come un severo e accanito predicatore del deserto. Appare all’orizzonte danzando di gioia (è il verbo greco usato da Luca) nel grembo di Elisabetta quando arriva Maria, Arca della nuova alleanza, come Davide danzava davanti all’arca antica.
E quando viene alla luce ridona la parola a suo padre, che era rimasto muto. Ecco perché anticamente San Giovanni era patrono del canto sacro. Il nome delle nostre note musicali deriva dalla prima strofa dell’inno liturgico della festa di San Giovanni Battista.
Nella domenica «Gaudete», questa pagina evangelica ci insegna la pista giusta per trovare la vera gioia. È necessario fare una domanda: «Che cosa dobbiamo fare?».
Che cosa, Signore, desideri da me?
Se facciamo con serietà questa domanda, non passeranno cinque minuti e avremo la risposta.
Alle folle, ai pubblicani, ai soldati che fanno questa domanda Giovanni dà delle risposte molto pratiche. La conversione si misura dai propositi concreti, verificabili: più sorrisi in famiglia, controllo della lingua, tagli sui programmi televisivi, moderazione nella gola, più minuti alla preghiera…
È tutta questione di amore.
È felice chi ama.

Da “Le luci del sabato” don Domenico Machetta LDC

 

Letture:

Prima Lettura Sof 3,14-18a

Rallegrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente.
Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».
Salmo Responsoriale
Is 12,2-6

Canta ed esulta, perché grande
in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.
Seconda Lettura Fil 4,4-7

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
Vangelo Lc 3,10-18

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.


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