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L'ideale di vita delle Carmelitane Scalze

di P. A. Pigna

58-binello-057Le carmelitane scalze sono parte integrante dell’Ordine Carmelitano iniziato verso il 1200 da un gruppo di « solitari » riunitisi in forma cenobitica sul Monte Carmelo «presso la fonte d’Elia».

La Regola, data loro dal patriarca di Gerusalemme S. Alberto verso il 1209 e approvata nel 1220 da Onorio III, è stata presa da S. Teresa quale norma fondamentale di vita per la comunità che ella fondò in Avila nel 1562. In effetti, ella era già monaca carmelitana, e quando, accogliendo l’invito del Signore decise di costituire una comunità e di creare un ambiente più adatto a vivere in pienezza il Vangelo, capì « che anzitutto dovevo corrispondere ai doveri della mia vocazione, osservando la mia Regola con ogni possibile perfezione» Di qui la determinazione di ritornare alla Regola primitiva. A partire da essa, poi, elaborò anche le Costituzioni, ossia le norme che avrebbero regolato nei dettagli la vita della nuova famiglia.
Il monastero di Moncalieri è uno dei tanti « piccoli cenacoli » che, a partire dal quel seme fecondo, presto cominciarono a diffondersi nel mondo. La vita che vi conducono le monache si propone di rispondere fedelmente a quella praticata e voluta da S. Teresa, la quale, pertanto, rimane sempre il loro modello e la loro maestra. Il proposito di una delle prime sorelle di detto monastero (Sr. Caterina degli Angeli, 1688-1710) la quale « una volta vestito l’abito di carmelitana determinò di camminar la strada della perfezione con la maggior lena possibile, ripete quasi alla lettera il proposito della S. Madre ed esprime fedelmente anche il desiderio di tutte le altre. Ecco perché, nel presentare il loro ideale di vita, non potremo fare altro che riassumere le indicazioni della Santa.

Con la sua straordinaria personalità Teresa ha indubbiamente introdotto una nuova linfa nel vecchio tronco del Carmelo e lo ha arricchito di nuovi carismi, ma è certo che ella non ha rinnegato nulla della ricca tradizione carmelitana che volle, invece, assumere nella sua integrità e vivere nella sua primitiva purezza. Per stimolare le sue figlie alla generosa fedeltà nel servizio del Signore la santa raccomandava: « Si fissino gli occhi sulla stirpe di quei santi profeti da cui discendiamo… Abbiamo la santa presunzione di renderci, con la grazia di Dio, non da essi dissimili!» . La primitiva Regola carmelitana costituisce, pertanto, l’ispirazione costante e il riferimento continuo sia della vita che dell’organizzazione della comunità.

Ridotti a sintesi estrema, questi sono gli elementi essenziali e caratteristici che la Regola pone come fondamento della vita di coloro che la professano.

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