“Le sorelle di questo monastero di San Giuseppe, sapendo che avevo il
permesso …di scrivere alcune cose sull’orazione, …hanno tanto
insistito affinché ne dica loro qualcosa, che mi sono decisa a
cedere…”
Per Teresa però la preghiera è inscindibile dalla vita: è un incontro,
una relazione, una storia dell’uomo con Dio. Dunque
alle sue figlie che le domandano di insegnare loro a pregare, Teresa
risponde: “Prima di parlare delle cose interiori, …dirò alcune cose
necessarie a coloro che vogliono battere il cammino dell’orazione
…la prima è l’amore reciproco,
la seconda, il distacco da tutte le creature,
la terza, la vera umiltà che, sebbene sia da me nominata per ultima, è
la virtù principale e le abbraccia tutte.”
Oh, Signor mio! Come osa chiedervi grazie chi vi ha servito così male
e così male ha saputo custodire i vostri doni? Che fiducia si può
avere di chi ha tradito molte volte? Che farò io, dunque, o
consolazione dei desolati e rimedio di chi implora il vostro aiuto?
Sarà, forse, meglio tacere le mie necessità aspettando che voi me ne
apportiate il rimedio? No, di certo, perché voi, mio Signore e mia
gioia, sapendo quanto grande doveva essere il loro numero e di quanto
sollievo sia per noi manifestarvele, ci avete detto di chiedere,
perché non mancherete di esaudirci.A volte penso alle lamentele di quella santa donna che era Marta. Non
si lamentava solo di sua sorella, anzi sono sicura che il suo maggior
rammarico proveniva dall’impressione che voi, Signore, non aveste
pietà delle sue fatiche e non v’importasse nulla di vedervela vicina.
Forse le sembrò che l’amaste meno della sorella. Questo dovette
affliggerla più che non la fatica di servire colui per il quale così
grande amore, perché l’amore fa ritenere un riposo anche la fatica.
Ciò appare dal fatto che a sua sorella non disse nulla e che invece
tutta la sua lamentela fu rivolta direttamente a voi, Signore; l’amore
le diede l’ardire di chiedervi come mai non vi curaste di lei. E anche
la vostra risposta sembra provare che la domanda fosse dettata e
provenisse dal motivo che ho detto: solo l’amore, diceste, è ciò che
dà valore a tutte le cose e che l’unica cosa necessaria è che l’amore
sia così forte che niente m’impedisca d’amare. Ma come, Dio mio,
potremo avere un amore degno di ciò che merita l’Amato, se quello che
voi avete per noi non si unisce al nostro? Mi lamenterò, dunque, come
questa santa donna? Oh! Non ne ho nessun motivo, perché ho sempre
ricevuto dal mio Dio ben più grandi e abbondanti prove d’amore di
quelle che io non abbia saputo chiedere né desiderare. Se non mi
lamento di quanto a lungo la vostra bontà mi ha sopportato, non ho
alcun altro motivo per farlo. E allora che potrà chiedervi una
creatura così miserabile come me? Datemi, Dio mio, di che darvi, dirò
con sant’Agostino, per soddisfare almeno in parte il molto che vi
devo; ricordatevi che sono creatura vostra e concedetemi di conoscere
chi sia il mio Creatore affinché io l’ami. (Esclamazioni, 5)




