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Luca 1,39-48

Nella IV d’Avvento viene presentato il racconto della Visitazione.
Attenzione a non depauperare questo testo! Cosa vuol dirci Luca? Al di dentro del racconto di questo gesto di Maria verso Elisabetta, esplode un enorme tema biblico.
Comunemente si parla della visita di Maria ad Elisabetta, ma in realtà si tratta della visita del Signore, annunciata dai profeti, dai Salmi («Signore, visita questa vigna…»).
Maria è in viaggio verso la montagna… È significativo anche il fatto che non venga indicato il luogo geografico: diventa un viaggio che ci coinvolge tutti, il viaggio di chi ha accolto la «bella notizia» e sente il bisogno, l’urgenza di comunicarla.
Maria è stata annunciata, la Parola si è incarnata in lei e la fa correre (perché la parola di Dio «corre veloce», come dice il Salmo 147). Chi riceve un lieto annuncio sente l’urgenza di correre, come i pastori che vanno a Betlemme «senza indugio», come Zaccheo che scende «in fretta» dalla pianta dopo aver incontrato lo sguardo di Gesù, come i discepoli di Emmaus, che, dopo aver riconosciuto Gesù allo «spezzare il pane», pieni di gioia tornano senza indugio a Gerusalemme. Maria porta nel suo grembo il corpo del Signore: è la prima processione del Corpus Domini! Il Figlio di Dio già percorre le strade del mondo.
Qui dunque c’è il grande tema dell’arca dell’alleanza: la vera arca che porta la Presenza del Signore è Maria! Curiosamente nel greco di Luca si trovano dei termini corrispondenti al testo greco della Bibbia dei Settanta che riguardano l’arca. E quando Elisabetta sente il saluto di Maria, il bambino esulta (letteralmente «danza») nel suo grembo, come Davide danzava davanti all’arca.
Per capire bene il testo della Visitazione dunque bisogna ricordare i testi antichi sull’arca del Signore. L’arca era stata fatta costruire da Mosè per ordine di Dio. Aveva sempre vagato accompagnando la marcia del popolo d’Israele dal Sinai in poi. Quando Davide vorrà dare all’arca una sede definitiva costruendo un grande tempio, si sentirà dire dal profeta Natan che Dio non è d’accordo. Non sarà Davide a costruire una casa per Dio, ma Dio costruirà una casa per lui e la sua discendenza. Il grande tempio sarà costruito da Salomone, ma sarà distrutto. Il luogo definitivo della dimora di Adonaj non sarà costruito per mani di uomo.
«A che cosa devo che la madre del mio Signore venga a me?», dirà Elisabetta. Maria è la Chiesa: beata perché ha creduto, veramente madre-matrice dei credenti. Nel salmo dell’arca (131/132) Davide dice: «Non concederò sonno ai miei occhi finché non avrò trovato una dimora per il Signore». Qualcuno ha commentato: «Non concederò sonno ai miei occhi finché io non sarò diventato una dimora per il Signore».
Luca termina il racconto dicendo che Maria si fermò circa tre mesi. Non è un particolare insignificante: l’arca rimase tre mesi nella casa di Obed-Edom portando la benedizione di Dio! (2 Sam 6,11).
Nella casa di Zaccaria succede un fenomeno che anticipa la Pentecoste, perché è arrivata lei, l’Arca della nuova alleanza, su cui è sceso lo Spirito. Tutti sono colmati di Spirito Santo e cantano le meraviglie del Signore.
Siamo pronti ormai per celebrare il Natale. Maria e Giuseppe ci aspettano a Betlemme, dove «Colei che deve partorire partorirà».

Da “Le luci del sabato” Domenico Machetta LDC
Dal libro del profeta Michea (Prima Lettura Mic 5,1-4a)

Così dice il Signore:
«E tu, Betlemme di Èfrata,
così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui,
fino a quando partorirà colei che deve partorire;
e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.
Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore,
con la maestà del nome del Signore, suo Dio.
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra.
Egli stesso sarà la pace!».

Dal Salmo 79

Signore, fa’ splendere il tuo volto
e noi saremo salvi.

Tu, pastore d’Israele, ascolta,
seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Dalla lettera agli Ebrei (Eb 10,5-10)

Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà”».
Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo per fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.

Dal vangelo secondo Luca (Lc 1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Ap­pena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bam­bino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orec­chi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.
E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».


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