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“Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda”.
Gli esegeti identificano questa “città di Giuda” con l’attuale Ain-Karim,a circa 6 chilometri a ovest di Gerusalemme.
Maria,divenuta “arca della nuova alleanza”,tempio santo del Dio vivente,Madre immacolata del Verbo, adombrata dalla potenza dello Spirito del Padre che in lei “ha compiuto grandi cose”,non si chiude in se stessa ad assaporare la immensa gioia che la pervade,ma si mette in viaggio in fretta,annunciatrice di gioia,messaggera di salvezza,prima missionaria della Parola.
“E’ lei che va,la piena di grazia,la ricolma di amore, l’amore dei cieli e della terra,l’innamorato amore di Dio. Non vi sono ragionamenti di comodo,di opportunità,di dignità,di calcoli,di convenienza.L’amore chiama,all’amore si risponde in fretta;Maria dal Signore ha ricevuto il Signore:Maria ringrazia il suo Signore portandolo ai fratelli”(E.Medi)
La visita di Maria a Elisabetta,in cui di solito si sottolinea la sollecitudine della Vergine di Nazaret verso l’anziana parente,la sua carità premurosa,è soprattutto un canto di gioia .Maria,l’umile serva del Signore,dal momento del suo assenso all’annuncio dell’angelo,ha concepito e porta in sé il Figlio stesso di Dio,porta in sé la Sorgente della gioia,l’ineffabile dono dell’Amore che la “riveste” della sua ombra.
E va,tutta assorta,inebriata d’esultanza nella contemplazione dell’incredibile prodigio che l’Altissimo ha operato in lei.
“Beata te che hai creduto all’adempimento della parola del Signore” esclamerà Elisabetta accogliendola nella sua casa. “appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi,il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo”.Gli esegeti vedono nell’incontro delle due madri,l’anziana Elisabetta,madre del Battista, e Maria,la Madre di Gesù,l’incontro tra l’antica e la nuova Alleanza,l’annuncio di un’era nuova della storia,l’irrompere del divino nell’umano.
Piena di grazia e di Spirito Santo,Maria,”figlia di Sion”,prorompe allora in quello stupendo e insuperabile inno di gioia,di lode,di ringraziamento che è il Magnificat.Sarebbe bello potersi fermare a gustarne tutta la bellezza,ma lo spazio non ce lo consente.
Ci limiteremo a citare ancora una volta una riflessione di E:Medi,che lo definisce”la sintesi di quel Vangelo che il Figlio un giorno predicherà al mondo..Il Magnificat è il Vangelo di Maria..Il suo canto è l’umiltà più profonda che diventa profezia di gloria”. E continua sottolineando la consonanza profonda tra il cantico della Vergine e il discorso della montagna:”La risonanza è perfetta:i superbi,i potenti,i ricchi,l’orgoglio del mondo,la follia del potere,la cupidigia dei beni della terra,la violenza,la prepotenza…lo spirito delle tenebre sono spazzati via dalla forza del suo braccio”.
La fonte segreta dell’esultanza della Vergine è la perfetta consonanza della sua volontà con quella di Dio,la sua piena e generosa adesione al disegno del Padre.Anche noi siamo dei “chiamati”; per ciascuno di noi il Padre ha un suo progetto d’amore.Nella misura in cui aderiamo alla nostra vocazione,la nostra vita acquista pienezza.Prendere coscienza della realtà profonda del nostro essere,della nostra identità di figli di Dio,dovrebbe aiutarci a diventare,come la Madonna,annunciatori di speranza,testimoni di quella gioia per la quale siamo stati creati e che sarà il nostro destino per l’eternità. A patto che lo vogliamo!Tante nostre tristezze,insoddisfazioni,frustrazioni dolorose,hanno la loro origine proprio nella nostra mancata risposta a tanti appelli dell’Amore.Ci aiuti S. Teresa di Gesù Bambino ad abbandonarci con piena fiducia al progetto del Padre,lei che,prossima ormai a concludere il suo intenso itinerario terreno,cantava:”Divin Salvatore,al passo estremo/ vieni a cercarmi senza alcun ritardo../Con amore mi chiami la tua voce:Vieni sul mio cuore,tanto m’hai amato”.

C.S.


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