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Tra tante belle espressioni sul “Padre nostro”, mi piace ricordarne due che vengono da S. Agostino. S. Agostino, in un sermone, dice che il “Padre nostro” è come “il nostro battesimo quotidiano”. Nel battesimo ci viene data la possibilità di dire “Padre nostro”, noi siamo battezzati una volta per sempre, ma quando preghiamo il Padre con le parole di Gesù, da soli o con la comunità ecclesiale, ogni volta ci immergiamo nelle acque del nostro battesimo, ci immergiamo nella Trinità ed in essa siamo come rigenerati. Il “Padre nostro” è infatti preghiera trinitaria perché invochiamo il Padre nello Spirito in comunione con Cristo. Con lui ci sentiamo figli e vogliamo fare la volontà del Padre e il Regno di Dio è dentro di noi. “Nostro battesimo quotidiano”, come a dire: pregate il “Padre nostro” e vi sentirete come rigenerati,
le acque battesimali cominceranno a sgorgare dal vostro cuore.
S. Agostino ha detto anche, con un’altra bella espressione, che il “Padre nostro” è la “nostra medicina quotidiana”. Perché? perché il cristiano, pur battezzato, sente la sua fragilità, percepisce le ferite del peccato, e allora la medicina quotidiana è poter dire a Dio “rimetti a noi i nostri debiti” ed è poter dire a Dio nei confronti degli altri “come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Questa carità del perdono chiesto e del perdono dato è una bellissima, soavissima medicina quotidiana che guarisce le nostre ferite, la mancanza di amore verso Dio e verso il prossimo. Ecco perché il “Padre nostro” ha una dimensione battesimale e una dimensione penitenziale.

Padre Jesus Castellano ocd


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