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Attacco solenne, come uno squillo di tromba: «Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare…».
Tiberio succede ad Augusto nel 14, e dunque siamo nel 28-29.
Ma Gesù non ha ventotto – ventinove anni, dato l’errore di Dionigi il piccolo. Gesù ha ben oltre i trent’anni quando inizia la vita pubblica, quando esce allo scoperto dopo il lungo e prezioso silenzio.
È importante per Luca il quadro storico e geografico: storia e geografia toccati dalla parola di Dio diventano storia e geografia di salvezza.
«La parola di Dio venne su Giovanni». Cade la parola su un uomo in un punto preciso della terra, in un momento preciso della storia.
L’ora in cui l’eterno tocca il tempo diventa ora di Dio.
Per il mistero dell’Incarnazione della Parola, il tempo è assorbito dall’eternità e diventa tempo di salvezza. Ogni ora diventa preziosa, unica. Ecco perché Giovanni l’evangelista segnerà l’ora della chiamata: l’ora decima, le quattro del pomeriggio.
La storia e la geografia in cui il divino fa irruzione diventano tempi e luoghi teologici: «È terribile questo luogo!», dice Giacobbe (Gn 28,17). Il luogo in cui è avvenuto l’incontro tra Dio e l’uomo è terra santa. E Naaman il Siro sente addirittura il bisogno di caricarsi sui muli un po’ di terra d’Israele per portarsela a Damasco (2 Re 5,17).
Tempi e luoghi santi.
È la dinamica della liturgia. Liturgia delle Ore!
Nella celebrazione liturgica la Parola «cade» su di noi, nelle nostre giornate, assorbe le ore facendole diventare uniche. Tutto diventa occasione di salvezza.
Ma guai a quel luogo in cui la Parola non è accolta, è rifiutata.
La Parola che scende opera sempre un giudizio.
Luca allora segna i dettagli storici e geografici. Nel 63 a.C., il generale romano Pompeo conquista Gerusalemme.
Erode il grande governa la Palestina sotto i Romani. Muore nel 4 a.C. (due o tre anni dopo la nascita di Gesù). Il suo regno viene diviso fra tre dei suoi figli: Erode Antipa (Galilea e Perea), Filippo (Iturea e Traconitide), Archelao (Giudea, Samaria e Idumea). Nel 6 d.C. Archelao viene sostituito da un procuratore romano. Pilato governa dal 26 al 36.
Stando così le cose, ecco l’urlo di Giovanni dal deserto.
«Voce di uno che grida»: un tuono, un boato (il verbo greco usato è boáo) che attira le folle, fino a turbare le autorità di Gerusalemme, che sentiranno il bisogno di mandare a lui una delegazione (Gv 1,19…).
Noi vogliamo accogliere questo grido: «Preparate la strada del Signore!».
Apparirà ancora il Battista domenica prossima per darci il segreto della gioia. Per ora spalanchiamo il nostro cuore, lasciandoci detronizzare dalla Parola, che brucia come fiaccola, riconoscendoci peccatori, bisognosi di conversione.
È la settimana dell’esame di coscienza: siamo invitati ad abbassare i colli del nostro orgoglio. L’umiltà è la pista della gioia.

Da “Le luci del sabato” Domenico Machetta LDC

 

Prima Lettura Bar 5,1-9

Dal libro del profeta Baruc

Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione, rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, metti sul tuo capo il diadema di gloria dell’Eterno, perché Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre: «Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti, dal tramonto del sole fino al suo sorgere, alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici; ora Dio te li riconduce in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni, di colmare le valli livellando il terreno, perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da lui.

Dal Salmo 125

Seconda Lettura Fil 1,4-6,8-11

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Vangelo Lc 3,1-6

Dal vangelo secondo Luca

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesa­re, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea. Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:

«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».


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