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Nell’anno appena trascorso ricorreva il 150° anniversario della beatificazione della Beata Maria degli Angeli. La elevò agli onori degli altari il Papa Pio IX il 25 aprile 1865 a Roma, in un tripudio di festa e di luci, come attestano i giornali dell’epoca.
Oggi, 7 gennaio, è ancora una data significativa, che ci riporta con il pensiero e il cuore di nuovo alla nostra cara Beata: è il suo compleanno! Ci sembra gentile allora offrirle i nostri auguri ricordando insieme la sua figura e i suoi insegnamenti attraverso la bella omelia che Mons. Edoardo Aldo Cerrato, C.O., ha tenuto nella nostra chiesa la vigilia della sua festa, il 15 dicembre u.s., e che vi proponiamo qui di seguito…

Carissime Sorelle Carmelitane, Fratelli e Sorelle tutti, sia lodato Gesù Cristo!
1. Permettetemi di confidarvi quanto ho pensato preparandomi alla celebrazione di questa S. Messa che dà inizio alla festa della Beata Maria degli Angeli: mi sento come in rappresentanza del mio caro Padre san Filippo Neri e del mio grande confratello beato Sebastiano Valfré, i quali avrebbero potuto sicuramente trovare qualcuno che meglio li rappresentasse, ma nella loro bontà si sono accontentati di me…
San Filippo: siamo nel V centenario della nascita di santa Teresa, ma anche della sua, essendo nati entrambi nel 1515. E a metterli in relazione non è solo questa coincidenza: c’è il fatto che insieme sono stati proclamati Santi nel 1622; e c’è il fatto che il primo Carmelo della Riforma teresiana in Roma è stato patrocinato da un discepolo di Padre Filippo, lo spagnolo p. Francisco Soto de Langa che ancor oggi le monache di quel Carmelo chiamano loro Padre, e Filippo “il Nonno”…
Il Beato Sebastiano: sappiamo in quale intenso rapporto di stima, di comunione orante, di collaborazione nella carità egli fu con madre Maria degli Angeli… In questo anniversario – il 150.mo – della beatificazione della vostra sorella e fondatrice del vostro monastero, mi piace pensare che p. Valfré sia qui anch’egli a fare festa con noi…
Teresa, Filippo, Maria degli Angeli, Sebastiano… «Cercate ogni giorno – afferma un antichissimo testo delle origini cristiane – il volto dei santi per trovare riposo nei loro discorsi»; i loro discorsi, le loro parole, sì; ma il discorso dei Santi è ben più delle loro parole: è la loro vita vissuta alla luce del Vangelo, la loro vita-Vangelo vissuto, tanto che san Francesco di Sales poté affermare: «Tra il Vangelo e la vita dei Santi c’è un’unica differenza: il Vangelo è la musica scritta; la vita dei Santi è la stessa musica cantata».
2. E allora, sulla soglia della Novena di Natale che ci prepara a rivivere la nascita di Colui che è la Misericordia del Padre, e sulla soglia dell’Anno Santo in cui siamo chiamati ad accogliere il dono della Misericordia per diventare più intensamente operatori di misericordia, guardiamo oggi alla B. Maria degli Angeli lasciando risuonare in noi una delle sue parole, frutto della sua esperienza, sostanza della sua vita: «Siamo nelle sue mani, siamo nelle braccia della sua Misericordia, che vi è da temere?». «La bontà del Signore è maggiore di quanti mali e peccati possiamo commettere, e prima ci stanchiamo noi di offenderlo che egli di perdonarci».
Questa infinita Misericordia del Signore è sempre a nostra disposizione per liberarci dal peccato e imprimere alla nostra vita un nuovo inizio. Ma occorre accoglierla. E’ un Dono da accogliere, e di questa indispensabile accoglienza l’Apostolo, nella I lettura (2Cor 10,17-18;11,1-2), ci indica un elemento essenziale: «Chi si vanta, si vanti nel Signore; perché non colui che si raccomanda da sé viene approvato, ma colui che il Signore raccomanda»: la consapevolezza di essere peccatori e che il punto di riferimento del nostro vivere non è ciò che noi pensiamo o vogliamo, ma la Legge del Signore e la Sua volontà a cui siamo chiamati a conformarci.
Fu forte e chiara questa consapevolezza nella Beata Maria degli Angeli: sa di essere una povera creatura, bisognosa di Dio; non solo non si vanta, ma tutto il suo impegno è nel progredire sulla via delle virtù accogliendo i doni di Dio e crescendo nella comunione con Lui.
Sta qui la sincera umiltà che Marianna Fontanella visse da ragazza mentre sentiva il fascino delle possibilità di benessere e di successo che la sua nobile famiglia le offriva; una precoce femminilità e un forte senso dell’onore combattevano in lei tra il desiderio di Dio e le vanità mondane. Si arrese scegliendo il suo Crocifisso, come l’interlocutore preferito.
Testimoniò quest’umiltà con la decisione, a 14 anni, di consacrarsi a Dio nel Carmelo di Santa Cristina, e con la professione dei voti a cui fu ammessa a soli 15 anni; la visse nel suo spedito cammino verso la vetta della santità nella sofferenza e nelle prove che presto si presentarono e che accettò con fiducia in Dio e con la serenità che da Lui viene. Attraverso la preghiera e l’esercizio della carità in tutte le sue forme si lasciò affinare puntando decisamente alla mistica trasfigurazione in Gesù che divenne una evidenza agli occhi delle consorelle e di tutti coloro che incominciarono a cercarla alla grata del monastero per chiedere preghiere e consiglio,circondata dalla fama di santità.
Umilmente immersa in Dio, divenne esperta di umanità. Le consorelle, che la stimavano profondamente, la elessero Priora con dispensa apostolica per la giovane età, e la confermano per tre volte nell’incarico, al termine del quale affidarono alle sue cure la formazione delle novizie di cui divenne madre e guida sicura nel cammino della santità.
«Vi ho promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo» scriveva san Paolo. Suor Maria degli Angeli fu davvero questa vergine casta totalmente dedita al suo Sposo: così ella accolse la Misericordia di Dio, e la sua vita fu un prodigio di fecondità per la sua famiglia monastica, per Torino e per l’intero Stato Sabaudo, al punto che il nuovo Carmelo da lei fondato, qui in Moncalieri, non poté accoglierla poiché la famiglia Reale non volle che la Città fosse privata della sua presenza.
3. Dell’episodio risuonato nel Vangelo (Lc.10,38-42) la vita della nostra Beata è una stupenda attualizzazione: proprio perché suor Maria degli Angeli per tutta la vita fu come Maria di Betania ai piedi di Gesù, fu anche Marta: ma senza le preoccupazioni che agitavano Marta di Betania e la rendevano incapace, nel bel mezzo dell’attività, di comprendere che «una sola è la cosa di cui c’è bisogno».
Assetata di preghiera e di nascondimento, si trovò impegnata nel servizio, intenso sempre, ma speciale in alcuni momenti: come nel 1706, quando Torino sperimentò il dramma di un nuovo terribile assedio, e l’umile monaca carmelitana sostenne dal suo monastero, in preghiera e con la carità operosa, in comunione con il Padre Valfré, la resistenza dei concittadini: “la Bambina” darà la liberazione diceva con certezza di fede e con una ispirazione che le veniva dall’alto, accolta tra le
tante grazie mistiche straordinarie a cui corrispose con generosità senza riserve, facendosi davvero tutta a tutti, con un amore per le anime che mai trascurò i corpi, sostenuta dalla penitenza e dalla conformazione all’Amore di Dio.
Il 16 dicembre 1717, a soli 56 anni, andò incontro al Signore a contemplare, senza più veli, il Volto della Sua Misericordia.
Risuonano commoventi per noi le espressioni della sua umiltà e l’invito che da esse ci viene: «Quante volte sono stata ladra, Dio mio, del tempo che mi avete lasciato per amarvi, e io l’ho speso per offendervi, ma col cuore del buon ladrone dirò: Signore, ricordati di me quando sarai nel tuo Regno !». «Quando commettete qualche infedeltà, non vi angustiate, ma con umiltà e confidenza ricorrete subito al Signore: non fuggite dall’Offeso, ma abbracciatelo come amante e domandate perdono».
Al Dio della Misericordia che ci chiama a Sé nell’umiltà e nella consapevolezza che tutto da Lui viene, noi diciamo oggi con la Chiesa, nella preghiera colletta della S. Messa: «Fa’ che viviamo con purità evangelica per averti sempre ospite in noi, tempio della tua gloria».
Sorelle e Fratelli, sia lodato Gesù Cristo!

 

Concerto in onore della Beata Maria degli Angeli 16 dicembre 2015

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