S. Giovanni Crisostomo nelle sue Omelie, parla delle «vaste assemblee di vergini» che s’incontrano nei deserti egizi, e dice che il segno distintivo di queste monache è la fortezza nell’affrontare le avversità, una dote considerata virile:
«Le donne qui non hanno minore filosofia e vigore degli uomini: vigore non per maneggiare lo scudo né per cavalcare, come vorrebbero i più severi legislatori e filosofi greci, ma per partecipare ad una battaglia ben più aspra e dura. Esse combattono con gli uomini una comune guerra contro il demonio e le potenze delle tenebre. La fragilità del loro sesso non è affatto d’impedimento in questi combattimenti. Queste lotte non richiedono la forza del corpo, ma la buona volontà dell’anima. Perciò, molto sovente, in tal genere di guerra, si sono viste donne combattere con maggiore coraggio e generosità degli uomini e riportare, quindi, le più gloriose vittorie».
Ecco un insegnamento della più famose di queste coraggiose donne.
Amma Sincletica disse:
Imitate il pubblicano e così non sarete condannate come lo fu il fariseo. Scegliete l’umiltà di Mosè per trasformare il vostro cuore di pietra in una sorgente.
E’ bene non adirarsi ma, se questo dovesse succedere, san Paolo non vi lascia nemmeno una giornata per sfogare questa passione, perché dice «Non tramonti il sole sulla vostra ira». E voi aspetterete sinché non tramonterà il vostro tempo? Perché odiare chi vi ha rattristato? Non quella persona ha sbagliato, ma il Maligno. Detestate la malattia e non il malato.
Esattamente come è impossibile essere allo stesso tempo una pianta e un seme, così è per noi impossibile essere circondati dagli onori del mondo e allo stesso tempo produrre un frutto celeste




