La Chiesa e San Giuseppe
Se il popolo cristiano si abitua a invocare con grande pietà e fiducia, insieme alla Vergine Madre di Dio, il suo castissimo sposo san Giuseppe, ciò gioverà immensamente, perché Dio si dimostri più benigno alle nostre preghiere... e soccorra con maggior sollecitudine la sua Chiesa…
La pietà popolare non solo è propensa a questa devozione, della quale per la prima volta, noi ufficialmente vi parliamo, ma essa si è già diffusa ed è in via di grande sviluppo, poiché abbiamo assistito, specialmente in questi ultimi anni, ad una chiara affermazione e ad una larga diffusione del culto a S. Giuseppe, che già nei secoli scorsi i Romani Pontefici s’erano studiati di incrementare e divulgare; e questo soprattutto dopo che il nostro Predecessore Pio IX, di felice memoria, lo proclamò Patrono della Chiesa universale. (Leone XIII, 1889)
«Alla scuola di Giuseppe imparino tutti a considerare le cose presenti, che passano, alla luce delle future, che durano eterne; e, sollevando i disagi della condizione umana
con le speranze dei beni celesti, a questi aspirino con tutte le loro forze, obbedendo al divino volere, cioè vivendo sobriamente e secondo giustizia e pietà».
(Benedetto XV, 1920)
S. Giuseppe «appartiene alla classe operaia ed ha sperimentato il peso della povertà per sé e la sacra famiglia, di cui era il capo vigile e affettuoso; a lui fu affidato il fanciullo divino, quando Erode sguinzagliò contro di lui i suoi sicari. Con una vita di fedelissimo adempimento del dovere quotidiano, ha lasciato un esempio a tutti quelli che devono guadagnarsi il pane con il lavoro delle mani e meritò di essere chiamato il giusto, esempio vivente di quella giustizia cristiana che deve dominare nella vita sociale». (Pio XI, 1937)
«La vera dignità dell’uomo non si misura dall’orpello di risultati strepitosi, ma dalle disposizioni interiori di ordine e di buona volontà. Giuseppe, tu hai sperimentato la prova, la fatica, la stanchezza; ma pure, in mezzo alle preoccupazioni della vita materiale, il tuo animo, ricolmo della più profonda pace, esultò di gioia inenarrabile per l’intimità col Figlio di Dio e di Maria.
Fa’ che anche i lavoratori comprendano di non essere soli nel loro lavoro, ma sappiano scoprire Gesù accanto a sé, accoglierlo con la grazia, custodirlo fedelmente come tu hai fatto». (Pio XII, 1945)
«O san Giuseppe, sii sempre nostro protettore!
Che il tuo spirito interiore di pace, di silenzio, di buon lavoro e di preghiera,
a servizio della santa Chiesa, ci vivifichi sempre e ci allieti
in unione con la tua Sposa benedetta, la dolcissima e Immacolata Madre nostra,
in amore fortissimo di Gesù, il re immortale e glorioso dei secoli. Amen».
(B. Giovanni XXIII, 1961)
«La casa di Nazaret è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. Qui si impara ad ascoltare, ad osservare, a meditare, a penetrare il significato così profondo e così misterioso di questa manifestazione del Figlio di Dio tanto semplice, umile e bella». (Paolo VI, 1964)
«San Giuseppe è il modello degli umili che il cristianesimo solleva a grandi destini;
san Giuseppe è la prova che per essere buoni e autentici, non occorrono grandi cose,
ma si richiedono solo virtù comuni, umane, semplici, ma vere ed autentiche».
(Paolo VI, 1969)
«Protettore lo vuole la Chiesa per l’incrollabile fiducia che colui, al quale Cristo volle affidata la protezione della sua fragile infanzia umana, vorrà continuare dal cielo la sua missione tutelare a guida e difesa del Corpo mistico di Cristo medesimo, sempre debole, sempre insidiato, sempre drammaticamente pericolante».
(Paolo VI, 1969)
«Anche sul lavoro di carpentiere nella casa di Nazaret si stende lo stesso clima di silenzio che accompagna tutto quanto si riferisce alla figura di Giuseppe. È un silenzio, però, che svela in modo speciale il profilo interiore di questa figura.
I Vangeli parlano esclusivamente di ciò che Giuseppe fece: tuttavia consentono di scoprire nelle sue azioni, avvolte dal silenzio, un clima di profonda contemplazione.
Giuseppe era in quotidiano contatto col mistero “nascosto da secoli”, che “prese dimora” sotto il tetto di casa sua. Questo spiega ad esempio perché santa Teresa di Gesù, la grande riformatrice del Carmelo contemplativo, si fece promotrice del rinnovamento del culto a S. Giuseppe nella cristianità occidentale… (Giovanni Paolo II, 1989)
«Che san Giuseppe diventi per tutti un singolare maestro
nel servire la missione salvifica di Cristo».
(Giovanni Paolo II, 1989)
