Profilo biografico

Il Cardinale Anastasio Alberto Ballestrero nasce a Genova il 3 ottobre 1913. Giovanissimo entra nel Carmelo teresiano, dove emette la professione religiosa il 17 ottobre 1929 con il nome di fra Anastasio del S. Rosario. Ordinato sacerdote il 6 giugno 1936, insegna teologia nelle case di formazione della sua provincia religiosa, dove gli vengono affidati vari incarichi di responsabilità. Nel 1948 è eletto Provinciale, nel 1955 Preposito Generale dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi. Durante il suo mandato dà vigoroso impulso agli studi teresiani e stimola la fedeltà al carisma originario dell'Ordine, soprattutto al primato assoluto di Dio, all'orazione contemplativa, al senso della Chiesa e allo spirito apostolico. Partecipò al Concilio Ecumenico Vaticano II come membro della commissione teologica. Fu consacrato vescovo di Bari il 2 febbraio 1974. Trasferito alla sede episcopale di Torino nel 1977, è eletto cardinale nel 1979. Dal 1979 al 1985 è presidente della CEI. Nel 1988 lascia la sede di Torino e si ritira a Bocca di Magra. Muore il 21 giugno 1998.
Far posto a te, parola
Non vivo più io, solo tu, mio Cristo, vivi in me! Parlami!
Voglio fare spazio alla tua parola, lasciare che il tuo Vangelo intrida la mia vita, diventi la mia luce, la mia forza, vivifichi e trasformi ogni mio atteggiamento. Maturi la mia vita nell’ascolto e mi trasformi in te, Gesù benedetto.
Troppi ce n’è che leggono e vogliono capire: voglio leggere mettendomi in ginocchio e aspettando te da te stesso.
Signore, tu parli e io non capisco perché non ti somiglio. Non ti lascio vivere in me la tua vita di Figlio. Non ho ancora la luce dei tuoi occhi, la sapienza del tuo Cuore; non ho ancora l’amore che rende intelligibile il mistero e rende luminoso anche ciò che supera ed eccede ogni mia capacità di capire.
La tua acqua limpida non scorra invano nel mio deserto arido. Entra tu stesso con la vivacità del tuo parlare, con la tua Verità nel vuoto del mio cuore e fatti posto, vivi tu da Signore dentro di me.
Che io ti accolga, Signore!
Accoglierti, Signore!
I frutti della terra sono offerta a cui spalanchiamo le mani volentieri.
Tu vieni, ti fai dono personale e diventi una croce per me, tante volte: come sono meschino, Signore!
Son capace di soffrire quando vieni, son capace di sentire pesare il tuo peso. E la santità è ricevere te.
Te che discendi perché io non abbia a fare la fatica di salire. Che la mia vita si inginocchi: allora, sulla nuda terra, comprenderò il mistero del Dono fatto alla mia terra.
Liberaci dalle complicazioni
Quanto è diversa la sapienza degli uomini da quella che viene dalla tua semplicità, Signore!
Guardo te per non lasciarmi sopraffare dai problemi.
La fede semplifica, dà luce alla mia conoscenza di te: cadono le ombre e tu emergi nella chiarezza luminosa della tua Verità che annienta le complicazioni della sapienza umana.
Tu sei il Semplice, Signore!
Liberami, te ne prego, dalla mentalità mondana, dalle complicazioni della cultura, fatta di razionalismo.
Aiutami, Signore, a convincermi che per amarti, per conoscerti, per servirti, devo restare libero da ogni schiavitù che condiziona la mia intelligenza nella mia scelta di fede.
Fammi comprendere che la fede è luce che non fa ombre.
Tutte le verità umane creano ombre: più cose so, meno vedo te.
Tu, al contrario, sei sorgente di luce che mi prende dentro rendendomi trasparente della tua stessa trasparenza.
