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Profilo biografico

 

La Beata nella sua giovinezza

Nata il 16 gennaio 1884 a Catanzaro da genitori siciliani appartenenti alla borghesia, Maria Barba visse fino a 35 anni a Palermo nella sua famiglia, distinguendosi per la delicatezza del tratto e la profonda spiritualità. La sua profonda trasformazione spirituale sbocciò sui 15 anni, quando si innamorò in modo singolare di Gesù Eucaristia, che divenne il centro e la ragione di tutta la sua vita. Ostacolata nella realizzazione del suo ideale di totale dedizione al Signore, solo a 35 anni, su consiglio dell'arcivescovo di Palermo, cardinale Lualdi, entrò nel monastero delle Carmelitane scalze di Ragusa.
Fu priora del monastero dal 1924 al 1947. Restaurò tre antichi monasteri in Sicilia e fu l'artefice del ritorno dei Carmelitani scalzi sull'isola nel 1946. Incaricata di fondare un nuovo Carmelo a Siracusa, non vide l'opera completa. Morì, infatti, il 12 giugno del 1949. È stata beatificata da Giovanni Paolo II il 21 marzo 2004.

 

 

Mi hai fatta per te 


 

Gesù Eucaristia, Tu mi hai fatta per te, e per te tutta io sono.
Misericordia eterna, io ti ringrazio per la grazia immensa che Tu m’hai fatta e mi fai di non familiarizzarmi con te, così da perdere quel gran rispetto che ti devo e di rendermi come abituali i grandi atti della nostra devozione! Appunto perché sei sempre qua, io sento bisogno di più annichilirmi al tuo cospetto. O Gesù Eucaristia!Appunto perché ti ricevetti ieri, oggi sento il bisogno, nel comunicarmi, di sprofondarmi di più nel mio nulla, di ammirare di più la tua munificenza, la tua bontà.
Vorrei incenerirmi, polverizzare tutto il mio essere: vorrei, quante cose vorrei! E le lacrime di tenera commozione bagnano i miei occhi.
Vorrei trattenermi con te di più in ringraziamento, perché sei venuto di nuovo. «No, non posso abituarmi ai tuoi doni», esclamo: «Grazie, Gesù». Quante lacrime verserebbe il mio cuore, quale martirio prova quando vede le Santissime Comunioni lasciate quasi senza ringraziamento o fatte quasi per abitudine!
Gesù, io spero di sbagliarmi in ciò, ma l’amore che ti porto m’a fatto intravedere tante volte i freddi trattamenti che Tu ricevi in cambio del tuo gran dono! E quale strazio! Tu sai tutto di tutta la mia vita, per te Eucaristia! Perché sei celato, perché sei troppo buono, come ti si tratta, come ti si corrisponde, o Gesù!
Quale frutto possono arrecare all’ anima quelle Santissime Comunioni fatte senza debito ringraziamento? È al calore d’un amoroso rendimento di grazie che sbocciano nell’anima affetti, sentimenti, disposizioni simili ai tuoi, o Gesù: è allora che l’unione veramente s’alimenta e si stabilisce.
Concedimi, o Gesù, anime che si comunichino per amore e con amore, che facciano il possibile per dare tempo, il più che possono, al rendimento di grazie, ed io ti darò, o Diletto, in breve anime di te appassionate, ferme nel dono di sé e sinceramente date al lavoro della propria santificazione!

Lo sperimentino tutti, o Gesù, ciò che sorge dalle Comunioni ben fatte, ciò che sai e vuoi dare Tu quando scendi nei nostri petti! Senza dubbio, o Gesù, se gli occhi amorosamente si chiudono per mirare te, se ogni senso tace, se ogni estraneo pensiero è raffrenato, non opererai Tu? Tu che passasti quaggiù facendo del bene, passerai come estraneo e senza largire le tue misericordie nella terra delle anime nostre?

 

Ti amo!

 

Gesù, quanto ti amo!
Ti amo!

È un amore
immenso
che sta
racchiuso
nel mio cuore
per te, o Amore
sacramentato.
Il mio cuore
si strugge
di tenerezza
verso di te.
Misura quanto vuoi,
o Signore
questo mio amore:
misura!
Quando avrai tanto,
ma tanto misurato,
quando ti parrà
d’aver finito,
là dovrai
ricominciare.
E questo tante volte,
sempre,
perché
con amore
infinito
(perdonami)
io
ti
amo!