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Profilo biografico

 

Santa Teresa Margherita Redi

 

Nacque ad Arezzo il 1º settembre 1747 dalla nobile famiglia Redi. «Prevenuta dalla Grazia e, fin dalla più tenera età, aspirando al bene e alla conoscenza di Dio, crebbe come un giglio candidissimo nel santuario domestico; più tardi nella semplicità del suo cuore poteva esclamare: “Lo sa bene Gesù che io, fin da piccolina, non ho mai voluto altro che piacere a Lui e farmi santa”». Nel 1764 entrò nel monastero delle Carmelitane Scalze di Firenze, cambiando il nome di battesimo, Anna Maria, con quello di Teresa Margherita del S. Cuore di Gesù.  Il 28 giugno 1767, ascoltando la lettura della prima Lettera di san Giovanni, fu colpita in modo singolare dall’espressione «Deus Charitas est». Ne fu talmente penetrata da rimanere completamente assorta in questo pensiero per più giorni e da orientare in modo tutto particolare la sua vita a questa realtà di amore che trovava la sua espressione più forte nel Cuore di Gesù, di cui fu devotissima, intendendo rendere a Lui «amore per amore». Condusse una vita umile e nascosta nell'amore e nell'immolazione di se stessa, dedita al servizio premuroso e costante delle le sorelle. Morì a soli 22 anni, stroncata da una peritonite, il 7 marzo 1770. Beatificata nel 1929, fu canonizzata da Pio XI, che la definì «neve ardente», il 13 marzo 1934.


 

Altro non voglio 


 

Altro io non voglio...

 

«Sì, mio Dio, ad altro non voglio attendere
che a divenire una perfetta copia di Voi
e come la vostra vita altro non fu
che vita nascosta di umiliazione,
di amore e di sacrificio,
così da qui avanti ha da essere la mia;
perciò ora e per sempre
intendo di rinchiudermi nel vostro amabilissimo Cuore
come in un deserto,
per quivi farvi in Voi, con Voi e per Voi
questa vita nascosta d’amore e di sacrificio.


Poiché sapete che altro non brama
che di essere vittima del Sacro Cuor vostro,
consumata tutta in olocausto,
col fuoco del vostro santo Amore,
e perciò il vostro Cuore sarà l’altare
dove si ha da fare questa consumazione di me in Voi,
mio caro Sposo,
e Voi avete da essere il Sacerdote
che consumar deve questa vittima
cogli ardori del santo Cuor vostro.

Ma, mio Dio, quanto mi confondo,
vedendo quanto sia rea questa vittima
e indegna che ne accettiate il sacrificio,
ma confido che tutto resterà incenerito
in quel divin Fuoco».

 

...tutto resterà incenerito in quel Divin Fuoco!