Profilo biografico

Santa Teresa di Gesù, dottore della Chiesa, è la fondatrice delle Carmelitane e dei Carmelitani Scalzi.
Nasce ad Avila, in Castiglia, il 28 marzo 1515. Fin dall’infanzia si distingue per il grande amore alla Sacra Scrittura e alla preghiera. Donna di eccezionali talenti di mente e di cuore, a vent'anni entra nel Carmelo di Avila, dove si seguiva un’osservanza mitigata della Regola primitiva dell’Ordine. Dopo un lungo travaglio spirituale e in seguito a straordinarie rivelazioni mistiche, concepisce e attua la riforma che prende il suo nome. Nella sua vita fonde insieme la più alta contemplazione e un'intensa attività di fondatrice. Guadagna al suo ideale S. Giovanni della Croce, che la aiuta a realizzare la riforma anche del ramo maschile dell’Ordine (28 novembre 1568). Fedele alla chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuisce al rinnovamento dell'intera comunità ecclesiale. Lascia nella sua autobiografia e nei suoi scritti di spiritualità un documento di profonda esperienza mistica. Muore ad Alba de Tormes il 4 ottobre 1582 (il giorno dopo, per la correzione gregoriana del calendario, diventò il 15 ottobre).
Opere principali: Vita, Cammino di Perfezione, il Castello interiore, Relazioni, Pensieri sull’amore di Dio, Fondazioni.
Esclamazione n° 8
Signore e Dio mio, com’è vero che Voi avete parole di vita
nelle quali gli uomini, se lo vogliono,
hanno tutto quello che desiderano!
Ma che meraviglia, Signore, se le mettiamo in dimenticanza,
intontiti come siamo dalla follia e dal languore
prodottici dalle nostre opere cattive?
Dio mio, Dio, Dio, Creatore dell’universo!…
Che sarebbe il creato, Signore, se Voi voleste ancora creare?
Siete onnipotente, e incomprensibili sono le vostre opere.
Fate, Signore, che le vostre parole
non si cancellino mai dalla mia mente!
Voi dite:«Venite a me voi tutti che siete affaticati
e oppressi, e io vi ristorerò».
Che altro vogliamo,Signore? Che domandiamo? Che cerchiamo?
Perché i mondani si perdono,
se non per andare cerca della felicità?
Oh, Dio, Dio! Cos’è questo, Signore?
Che pena mi fanno! Che profondo accecamento!
Cerchiamo felicità dove è impossibile trovarla.
Creatore, abbiate pietà delle vostre creature!
Non vedete che non intendiamo noi stessi,
che non sappiamo quel che desideriamo,
e non riusciamo a trovare quello che domandiamo?
Dateci luce, Signore!
Vedete, essa è più necessaria a noi che al cieco nato,
perché il cieco, Signore, desiderava vedere e non poteva,
mentre noi rifiutiamo di vedere.
Vi è forse male più incurabile?
È qui, mio Dio, che deve manifestarsi il vostro potere,
qui che deve risplendere la vostra misericordia
O mio vero Dio, com’è difficile la mia domanda
quando vi prego di amare chi non vi ama,
di aprire a chi non bussa,
di dare la salute a chi va in cerca di malanni
e gode di essere ammalato!...
Voi dite, Signore mio, che siete venuto a cercare i peccatori.
Eccoli qui, Signore, i veri peccatori!
Non guardate alla nostra cecità,
ma al sangue prezioso sparso per noi dal vostro Figliuolo!
Fate che fra tanta malizia risplenda la vostra misericordia,
e considerando che siamo vostre creature,
spandete su di noi la Vostra misericordiosa clemenza.
Nada te turbe

Nulla ti spaventi
nulla ti rattristi
tutto passa
Dio non cambia
chi in Dio confida tutto ottiene
a chi Dio possiede nulla manca
Dio solo basta
