Attualitą 


 

L’utilità, anzi la necessità di una vita totalmente contemplativa è una verità pacificamente ammessa nella Chiesa, fondata sulle parole di Gesù e su tutta la tradizione spirituale. I valori che mette in risalto e il messaggio che propone sono, infatti, indispensabili per non fare inaridire il Vangelo. Il primato assoluto di Dio che, solo, dà senso alla vita e la passione di amore per Cristo che prende e trasfigura l’esistenza, sono valori assolutamente centrali che bisogna costantemente tenere in evidenza nella società e nella Chiesa.
Questo oggi è particolarmente vero per il fatto che la mentalità naturalistica e l’idolatria dei beni terreni sta dilagando sempre più anche tra cristiani e tra le stesse comunità religiose. Non si riesce più a capire che l’unico bene che può veramente colmare il cuore dell’uomo è Dio e che solo Lui è degno del suo desiderio supremo; anzi siamo arrivati al punto di pensare che Dio sia un’ipotesi del tutto inutile, visto che il dio «progresso» presto ci risolverà tutti i problemi! L’efficientismo e l’attivismo, poi, riducono considerevolmente la stessa capacità di amare e portano progressivamente alla impossibilità di capirne il senso.
La vita di clausura, sulla parola di Gesù, ricorda che la parte migliore ed essenziale dell’amore sta nell’ascoltare e nel contemplare, e che l’operare è solo un vano agitarsi se non nasce da un cuore innamorato che nutre sempre come aspirazione suprema quella di stare e di convivere con la persona amata! Le monache di clausura non solo ricordano ai credenti che la religione è prima di tutto ascolto e accoglienza di Dio, ma ricordano anche a tutti che il vero amore non sta nel fare bensì nel contemplare e che a nulla serve la moltitudine delle pratiche e delle opere se il cuore pensa ad altro ed è lontano.
Solo l’amore conta! Ma quello vero, quello che dà la propria vita. Le monache di clausura  costituiscono una chiara, vivente testimonianza che questo amore è possibile. E c’è ancora.

 

Solo l'Amore conta!