Spera in Me, che sono misericordioso!
I mesi trascorsero lenti e suor Maria arrivò alla primavera dell'anno successivo. Il giovedì santo del 1677 si mise a letto per «una gran febbre terzana doppia con una debolezza di stomaco, che non potevo tener un rosso d'ova». Vi rimase «fino all'Ascensione di Nostro Signore». Se avessero avuto dubbi sulla autenticità della sua vocazione, le monache di S. Cristina avrebbero avuto un ottimo pretesto per rimandarla a casa. Invece la sollecitarono a pregare per impetrare la grazia della guarigione. Difatti, «mi andai riprendendo e mi tornò il mio buon colore, e stavo ben istante come prima».
La Beata non precisa se a causa della salute o per altri motivi «mi ritardarono la Professione dalli 20 novembre sino alli 14 di dicembre».Le cose si complicarono però per una ulteriore sfuriata della mamma che, mentre Suor Maria era già in esercizi spirituali per la professione, sollevò un'altra briga per la dote.
«Bisognò che sortissi dalli santi esercizi senza la professione. Oh, quante lacrime e sospiri mandava al cielo e quanti proponimenti d'esser più buona per l'avvenire!... Il demonio faceva tutti i suoi sforzi per farmi sortire di Religione. Credo che andasse a fomentare mia Madre perché, essendo lei buonissima cristiana e anima ben timorata di Dio, ero stupita nel sentirli a dire simili parole. Mi diceva: “Venite, mia figlia, a casa. Vostro fratello vi desidera, vostra sorella ancora. Che volete fare con quelli demoni?”», ed altre parole ben pesanti».
La madre Maestra, presente alle invettive della contessa, perse la pazienza e stava per andare dalla priora decisa a «farmi sortire in quel ponto... io la pregai tanto che con l'aiuto di Dio, si quietò». La povera novizia era in una angoscia mortale, non sapendo a chi rivolgersi per uscire da una situazione tanto penosa. Supplicò il Signore di aiutarla e si senti rispondere: «Figlia, questo è in castigo delle tue infedeltà, ma spera in me che sono misericordioso»: parole che evidenziano forse per la prima volta uno dei temi, quasi il leit-motiv della sua spiritualità: da un lato la lucida consapevolezza della propria fragilità, dall'altro la certezza della infinita misericordia di Dio. La burrasca si placò per l'intervento del cappellano di famiglia, invocato da suor Maria a fare da intermediario tra la famiglia e il monastero. Finalmente il 26 dicembre 1677 Marianna poté emettere la sua professione religiosa.
