A tu per tu con Gesù sofferente
Un giorno, mentre Marianna è davanti allo specchio «per accomodarmi vanamente, [Gesù] mi si presentò nel specchio incoronato di spine, tutto grondante di sangue.
A tal vista restai tutta tremante e impaurita, e con lacrime in abbondanza, e mi diedi per vinta, lasciando in quanto potevo tutte le vanità».
Le scelte di Marianna però urtano contro la suscettibilità della mamma che, sorpresa e contrariata dall'improvviso cambiamento della figlia, temendo che sia ammalata di «malinconia», decide di occuparsi di persona del suo abbigliamento e la rimprovera di continuo, sollecitandola a riprendere le sue abitudini mondane, ad aver maggior cura della propria persona, a ritornare al suo tenore di vita abituale. In questa penosa situazione la Beata trova aiuto e conforto in don Emilio Malliano, il sacerdote che l’ha ammessa alla prima Comunione:
egli con la sua consumata esperienza, ha saputo cogliere in lei il disegno del Signore e la sprona a camminare decisa sulla via intrapresa.
«Mi insegnava a mortificare le mie passioni e male inclinazioni, e particolarmente quella del ballare che era grande, ma questo stentavo a farlo perché mia madre lo voleva... L'istesso mi comandò circa il accomodarmi (agghindarmi), ma in questo modo non avevo più difficoltà, anzi mi bagnavo li capelli acciò mi si distendessero: mia madre faceva molti rimedi acciò mi stessero rissi (ricci), ma tutto era invano. Alla fine si straccò più lei in accomodarmi che io in discomodarmi. Restando del tutto vittoriosa, me ne andavo tutta sussista (dimessa).
